Gita a Roma • Hokusai, la Cacio e Pepe & Vagabondaggi Vari

Da diversi mesi mi riproponevo di organizzarmi per andare a vedere la mostra “Hokusai – sulle orme del maestro” inaugurata il 12 ottobre scorso. Grazie a una buona offerta trovata su Italo circa un mesetto fa, sabato sono partita per una breve gita a Roma.

Già avevo in mente un programma piuttosto definito: arrivo a Roma, passeggiata fino all’Ara Pacis dove sono esposte le opere dell’artista giapponese, visita alla mostra, pranzo romano con tonnarelli cacio e pepe – li ho in testa da prima di partire per l’Australia – e poi pomeriggio libero girovagando per la città. E così ho fatto.


1° TAPPA: VISITA ALLA MOSTRA DEDICATA A HOKUSAI

roma mostra hokusai
Corridoio d’ingresso alla mostra

Dal 12 ottobre al 14 gennaio, lo spazio espositivo dell’Ara Pacis espone circa 200 opere per raccontare e confrontare la produzione del Maestro Hokusai con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme.

Katsushika Hokusai, maestro indiscusso dell’Ukiyo-e*,  tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento ha prodotto tantissime opere, spaziando tra una considerevole molteplicità di soggetti, formati e tecniche.  Deve la sua fama universale alla “Grande onda di Kanagawa”, parte della serie delle Trentasei vedute del monte Fuji, e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme.

La mostra, molto interessante, si divide in 5 sezioni sulla base dei temi e soggetti più diffusi nelle stampe di quel periodo:

  1. MEISHŌ: mete da non perdere
  2. Beltà alla moda
  3. Fortuna e buon augurio
  4. Catturare l’essenza della natura
  5. Manga e manuali per imparare

Quelle che a me son piaciute di più sono la prima, la seconda e la quarta. In particolare nella sezione “Beltà alla moda” sono molto belle anche le stampe di Keisan Eisen, artista di circa vent’anni più giovane di Hokusai. Proprio di Eisen è l’opera La Cortigiana a cui Van Gogh volle dare omaggio con la sua riproduzione Japonaiserie: Oiran (da Kesai Eisen).

La mia opinione sulla mostra Hokusai – sulle orme del maestro?

Per quanto mi riguarda la mostra vale la pena di esser vista, anche solo per confrontarsi con uno stile molto diverso da quello che si è abituati a vedere. Io ho trovato le stampe in mostra dei veri capolavori: è incredibile la precisione con cui disegnavano e dipingevano soggetti anche molto piccoli! Forse poi, proprio per il loro esser così diverse dalle tele dei pittori europei che si studiano a scuola e si vedono girando per musei, le trovo ancora più affascinanti. L’unico rimpianto che ho è quello di non aver preso l’audio-guida [costo € 4,00 in più sul biglietto d’ingresso] perchè sono sicura che mi sarei goduta ancora di più il percorso. In compenso, terminata la mostra, allo shop del museo, mi sono comprata un libro su Katsushika Hokusai o, come preferiva definirsi negli ultimi anni di lavoro, il vecchio pazzo per la pittura.

*Il Ukiyo-e, che significa letteralmente  “immagini del Mondo Fluttuante”, è un genere di stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno, fiorita nel periodo Edo, tra il XVII e il XX secolo-


2° TAPPA: TONNARELLI CACIO E PEPE

cacio e pepe
Tonnarelli Cacio e Pepe da “Matricianella”

Ne facevo la voglia da quest’estate, prima di partire per l’Australia, e finalmente sabato sono riuscita a togliermela!

Inizialmente ero intenzionata a tornare in un ristorantino in zona Trastevere – Roma Sparita – in cui due anni fa mi ero trovata molto bene e la cui specialità è proprio la cacio e pepe servita in un cestino di crosta di parmigiano(!!).

La fame, sabato, ha però preso il sopravvento e, uscita dalla mostra, ho cercato un posto nei dintorni dell’Ara Pacis. Ne ho trovato uno veramente valido – Matricianella – che non mi ha fatto minimamente pentire della mia scelta!  I tonnarelli cacio e pepe erano squisiti e non devo pensarla così solo io perchè il posto è frequentato da un sacco di gente, romani e non. Il mio consiglio è quindi quello di prenotare prima soprattutto se siete in gruppo!


3° TAPPA: GIROVAGARE SENZA META PER ROMA

In mezza giornata, si sa, di Roma si può veder ben poco ma passeggiare per il centro della capitale è sempre piacevole. Lo è ancor di più, per me, se ci si può perdere tra viuzze poco trafficate alla ricerca di posti non conosciuti.

Rione VII Regola

In uno di questi miei vagabondaggi, mi sono imbattuta in Palazzo Capodiferro, un edificio cinquecentesco al cui interno è collocata Galleria Spada. Il palazzo è famoso anche per la Colonnata (o Prospettiva) illusionistica realizzata nel 1653 da Francesco Borromini per il cardinal Bernardino Spada,

Rione XI Sant’Angelo

Proseguendo la passeggiata sono sbucata in Piazza Mattei in cui si può ammirare la Fontana delle Tartarughe. Mentre ero intenta a fotografarla – e con essa il piccione che se ne stava appollaiato sul guscio di una tartaruga – mi si è avvicinato un signore e (in inglese) mi ha chiesto se fossi a conoscenza della leggenda legata a quella stessa fontana. Io gli ho risposto che non ne sapevo nulla e lui è stato così gentile da raccontarmela!

Fontana delle Tartarughe
Fontana delle Tartarughe

Secondo la leggenda, nel palazzo che si affaccia sulla piazza, abitava una bellissima ragazza corteggiata da molti. Il padre però, molto geloso della figlia, non permetteva a nessuno dei suoi corteggiatori di avvicinarsi e tanto meno di averla in sposa. Un giorno, un giovane duca prese coraggio e affrontò il padre della ragazza chiedendo come poteva dimostrargli di essere degno della mano della figlia. La risposta fu semplice: “Hai una notte di tempo per fare qualcosa che possa sorprendermi positivamente. Se lo farai, potrai sposare mia figlia”. L’intraprendente duca fece così costruire la fontana in una sola notte e si aggiudicò la mano della sua bella.

Nelle parole del mio nuovo amico: What Men Will Do For Love!

Wikipedia purtroppo smorza un po’ il romanticismo del racconto facendo presente che, oltre all’improbabile celerità della realizzazione, la fontana è del 1581-88 mentre il palazzo fu costruito solo nel 1616.

In ogni caso è un aneddoto che ricorderò con un sorriso!

Rione IX Pigna

A pochi passi da Piazza Mattei, si trova il Largo di Torre Argentina, un sito archeologico – vicino al luogo dell’assassinio di Giulio Cesare – che oggi ospita una colonia di gatti. l sito si trova su un livello inferiore rispetto alla strada e ospita antichi templi di epoca repubblicana. L’associazione che gestisce la colonia felina si occupa anche di organizzare visite gratuite nell’area sacra [per informazioni visitare il sito www.romancats.com]. Se siete interessati alla storia di questo luogo e del suo ritrovamento, vi consiglio di leggere questo articolo sul sito di Roma Segreta.

Largo di Torre Argentina
Largo di Torre Argentina
Rione X Campitelli

Prima di tornare verso la stazione, non potevo però non fermarmi in uno dei punti che più preferisco di Roma: il Foro Romano. Anche senza acquistare il biglietto per accedere agli scavi – esperienza comunque secondo me imperdibile per chi visita Roma per la prima volta -, si può godere di un po’ della magia di questo posto salendo al Campidoglio e dirigendosi nello spiazzo  dietro al Palazzo Senatorio. Ogni volta che torno a Roma è ormai una tappa fissa!

La stessa piazza, riprogettata tra il 1534 e il 1538 da Michelangelo, è una delle tappe imprescindibili in un viaggio nella capitale. In fondo, pur essendo il più piccolo dei sette colli romani, il Campidoglio è forse quello più legato agli avvenimenti storici della città, in quanto fulcro fin dall’antichità delle attività politiche e religiose di Roma.

Quali sono invece i vostri luoghi preferiti di Roma?

8 Comments

  1. Paola 23 dicembre 2017 at 11:27

    Con Hokusai si riapre una ferita aperta, quando volevo andare a vederlo a Londra avevano finito i biglietti, ma prima o poi ce la farò a vedere le sue opere dal vivo! Cacio e pepe sempre ottimi 😉

    1. LaraC 23 dicembre 2017 at 11:09

      Ah io me l’ero perso quando l’anno scorso era a Milano (e ci ero andata apposta). Quest’anno proprio non volevo rischiare di perdermelo di nuovo!

  2. Bruna Athena 24 dicembre 2017 at 12:10

    Mi piacerebbe tornare a Roma per vedere Villa Borghese e un grande mio desiderio è mangiare una vera cacio e pepe. Ho segnato i nomi dei ristoranti, quindi 😃

    1. LaraC 24 dicembre 2017 at 12:18

      Allora spero di averti dato dei buoni consigli, se non ti dovessi trovare bene sai a chi dare la colpa! 😆

  3. drinkfromlife 29 dicembre 2017 at 16:50

    Una mia cara amica è andata alla mostra di Hokusai a Roma, ne era entusiasta! Sono stara a Roma momte volte ma ho scoperto angolini che non conoscevo!

    1. LaraC 29 dicembre 2017 at 18:02

      Mi fa molto piacere, era quello che mi auguravo con questo post!

  4. Valeria 30 dicembre 2017 at 13:14

    Stavo appunto valutando se visitare o meno la mostra e questo tuo post mi è stato molto utile! Complimenti anche per il percorso, per nulla banale 😉

    1. LaraC 30 dicembre 2017 at 13:22

      Grazie! 😀
      Sono contenta di esserti stata utile nella scelta. Se ne hai voglia, fammi poi sapere come l’hai trovata e se è piaciuta anche a te.

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