Tre giorni a Parigi

Cosa vedere a Parigi in 3 giorni? Come potete immaginare c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Anzi, il problema è accettare di dover rinunciare a qualcosa!

Parigi infatti è una città che meriterebbe di essere visitata in ben più di tre giorni. Tuttavia, anche con così poco tempo a disposizione, è possibile vedere già una buona parte delle bellezze che ha da offrire. Per tutte le altre, si può sempre organizzare un secondo o terzo viaggio 😉

In questo articolo vorrei dunque condividere – raccontandovi della mia esperienza parigina di un mesetto fa – qualche suggerimento su cosa vedere a Parigi, avendo massimo due o tre giorni di tempo per visitarla. Partirò, come mio solito, da qualche informazione pratica e spero possano tornarvi utili per l’organizzazione del vostro viaggio.

Quando & Perché | Informazioni pratiche | Gli imperdibili | Qualche spunto originale

Jardin du Luxembourg
Cosa vedere a Parigi in 3 giorni: Jardin du Luxembourg

Quando & Perché andare a Parigi

Quando andare

Non c’è un momento giusto o sbagliato per andare a Parigi. Se però l’idea è quella di farci un salto solo per un weekend, l’unico suggerimento che mi sento di dare è quello di evitare periodi festivi e di maggior afflusso di turisti. Certo, a volte è inevitabile ma se si può tanto meglio.

Io, avendo la possibilità di scegliere, ho deciso di andare ad esempio il weekend successivo a quello del 6 gennaio. La scelta si è rivelata, a mio parere, piuttosto azzeccata in quanto ho trovato prezzi inferiori sia per il volo che per il soggiorno. L’accesso alle attrazioni turistiche non ha poi richiesto ore e ore di fila (Tour Eiffel esclusa). Avendo solo tre giorni a disposizione era infatti per me molto importante evitare di perderne il 60% tra una coda e l’altra.

Perché andare

Perchè non farlo?! Parigi, secondo me, è una città da visitare almeno una volta nella vita, meglio due o tre. Non è scontato che ve ne innamoriate ma non credo potrete rimanere impassibili davanti al suo fascino.

La mia prima esperienza a Parigi è stata in quarta superiore, in gita con la scuola. Il ricordo che ne avevo era un mix di emozioni positive e negative. L’architettura e i musei mi avevano incantato. Le persone e il cibo no.

Dopo così tanti anni, l’ho riscoperta in una veste totalmente diversa e quelle persone che mi sembravano tanto fredde e scontrose le ho trovate molto più umane e accoglienti. Nulla a che vedere con il calore e la socievolezza di altri popoli ma comunque anni luce dall’immagine che mi ero portata dietro tutto quel tempo. Poter poi scegliere cosa mangiare e dove ha fatto sì che anche l’ostacolo cibo si sia rivelato ben più affrontabile di quanto ricordassi.

Tutto questo per dirvi che se la prima volta che ci siete stati non vi ha entusiasmato, dovreste darle una seconda possibilità. Potrebbe stupirvi piacevolmente!


Informazioni pratiche

Volo

L’area metropolitana di Parigi conta ben tre aeroporti: Charles de Gaulle, Orly e Beauvais.
Quest’ultimo è quello su cui si appoggiano quasi tutte le compagnie low cost e dista circa 90 km dal centro della città (due orette con i mezzi pubblici). Tenetene conto quando prenotate il volo! Soprattutto se l’idea è quella di rimanere a Parigi pochi giorni.

Gli aeroporti di Charles de Gaulle e di Orly sono invece i due aeroporti principali della città e il centro di essa è raggiungibile con i mezzi pubblici in circa 30/40 minuti.

Partendo da Bologna le mie possibilità erano limitate sostanzialmente a due compagnie: AirFrance e Ryanair. Quando ho iniziato a informarmi sui voli, il costo del biglietto da una compagnia all’altra non era molto diverso (solo € 20 di differenza). Siccome AirFrance aveva anche degli orari migliori, mi sono lanciata – letteralmente – con la compagnia di bandiera boicottando, ancora una volta, Ryanair.

Con loro però, una ragazza che ho conosciuto a Parigi era riuscita a trovare – prenotando con gli sconti del black friday – un biglietto a/r Bologna-Parigi a soli € 17. Ecco, ammetto che in quel caso sarebbe davvero stupido rinunciare a partire con Ryanair solo per principio.

Hotel

Del mio dilemma sulla scelta dell’albergo vi ho già parlato abbastanza in “Parigi prima di partire” quindi, in questa sede, non mi dilungherò molto sul tema.

Nel caso però siate curiosi di scoprire se la scelta fatta ai tempi si sia rivelata azzeccata o meno, posso confermarvi che mi ritengo piuttosto soddisfatta dell’hotel in cui ho soggiornato.
Il Belambra Hôtel “Magendie” si è infatti rivelata una struttura più che adeguata alle mie esigenze: zona tranquilla e ben collegata, camera funzionale e pulita e buona colazione inclusa. Vi riporto qui sotto la recensione che ne ho fatto su TripAdvisor.

Dove alloggiare a Parigi
Recensione Belambra City – Hôtel Magendie

Come muoversi in città

Come vi avevo già accennato qui, gli abbonamenti attivabili per spostarsi agilmente in città con i mezzi pubblici sono diversi.

Io, alla fine, ho optato per acquistare un biglietto a/r aeroporto charles de gaulle / Parigi centro (€ 20,60) e un carnet di 10 biglietti singoli (€ 14,90). Ho fatto questa scelta in quanto non avrei sfruttato gli sconti della Paris Visite e, al prezzo dell’abbonamento, avrei comunque dovuto aggiungere quello del biglietto da e per l’aeroporto che come avete visto non costa poco.

Quando vi spostate in metropolitana fate attenzione alle porte di entrata/uscita dalla carrozza in quanto, a seconda della linea su cui siete, ci sono diversi meccanismi di apertura. Quasi sempre è richiesto un vostro input, nel senso che le porte non si aprono automaticamente alla fermata. A volte dovrete schiacciare un bottone, altre alzare una maniglia. Io, ovviamente, mi sono subito fatta riconoscere. La prima sera infatti non riuscivo più a scendere dalla metro dato che continuavo a provare a spingere in giù la maniglia senza successo. Fortuna che una coppia mi è venuta in soccorso e mi ha mostrato come fare!

A parte questo divertente – per gli altri – episodio, non ho avuto grossi problemi a spostarmi da una parte all’altra di Parigi. A volte il mio pessimo senso dell’orientamento faceva capolino ma, grazie al fidato Google Maps, riuscivo sempre a ritrovare la strada giusta.


Cosa vedere a Parigi in 3 giorni

Gli imperdibili

#1 Musei

Qualsiasi gita a Parigi non può essere completa, secondo me, senza una tappa in almeno un museo della città. Credetemi, avrete solo l’imbarazzo della scelta!

Il Musée d’Orsay, ad esempio, mi è rimasto tanto impresso la prima volta che l’ho visto che, ancor prima di acquistare il volo per Parigi, sapevo sarei tornata a visitarlo.

Due o tre giorni però sono veramente troppo pochi per vedere tutti i musei della città. Sarebbe poi un peccato non avere il tempo di godersi Parigi semplicemente passeggiando per i suoi quartieri e respirandone la loro caratteristica atmosfera.

Il mio consiglio è dunque quello di scegliere uno o due musei a cui proprio non volete rinunciare e lasciare gli altri alla prossima fuga parigina (o in caso di maltempo).

Quelli che seguono sono i due a cui io non ho saputo dir di no!

Musée d’Orsay

Vi confesso che prima di varcare la soglia dell’ex Gare d’Orsay ero un po’ preoccupata. Avevo un ricordo talmente bello di questo museo che temevo di veder distrutte tutte le mie aspettative. Fortunatamente non è andata così e, anzi, mi sono goduta tantissimo questa seconda passeggiata tra le gallerie del museo.

Come sapete, il Musée d’Orsay è famoso soprattutto per la collezione di quadri impressionisti e post impressionisti. Esso espone volutamente opere che si collocano tra l’inizio della Seconda Repubblica (1848) e l’inizio della prima guerra mondiale (1914). Questo per colmare la lacuna esistente tra la collezione del Louvre e quella del Museo Nazionale d’Arte Moderna, al Centre Pompidou.

Tra gli artisti che è possibile ammirare nelle varie sale del museo ci sono: Claude Monet, Paul Cézanne, Edgar Degas, Paul Gauguin e Vincent van Gogh, A me sono piaciuti molto anche i quadri di Paul Signac e Maximillien Luce, due esponenti del movimento puntinista e divisionista. Ho trovato poi molto interessante anche la galleria dedicata a Henri de Toulouse-Lautrec e quella riservata alle opere orientaliste. Su quest’ultima ho letto opinioni contrastanti – alcuni accusano il museo di aver esposto opere a sfondo razzista – ma dal punto di vista artistico secondo me merita una visita. Ancor di più se può essere un modo per riflettere su temi ancora attuali.

Se avete fame
Zuppa ai funghi da Chez GraffIo in zona mi sono fermata da Chez Graff.
Se volete provare un piatto tipico francese qui potreste ordinare la soupe d’oignon. Io invece, che odio la cipolla, mi sono ‘accontentata’ di una gustosissima zuppa ai funghi e noci.
Il locale è davvero molto carino e mi è sembrato frequentato soprattutto da francesi, il che non guasta se si vuole evitare i posti troppo turistici.

Musée de l’Orangerie

Insieme al biglietto d’ingresso per il Musée d’Orsay, prima di partire, ho acquistato anche quello per il museo dell’Orangerie. Ero infatti curiosa di ammirare dal vivo le Nymphéas di Monet. Avevo già avuto modo di vedere alcune opere della serie al MoMa di New York ma quelle esposte al Muséè de l’Orangerie sono, se possibile, ancora più belle.

Furono commissionate a Claude Monet dal governo francese come monumento alla fine della prima guerra mondiale. Vennero però consegnate al museo solo dopo la morte dell’artista in quanto Monet, una volta ultimata l’opera, non volle separarsene.

Dal 1965 il museo ospita anche la collezione Walter-Guillaume di arte impressionista. Tra le opere esposte sono poi presenti anche dipinti di Modigliani.

 

#2 Le Marais

Passeggiare per Le Marais è stata una delle cose che più mi sono piaciute di questa mia breve fuga a Parigi!

Il quartiere, che si estende nel 3° e 4° arrondissement, è infatti pieno di bellissime residenze nobiliari con corti e giardini interni, come l’Hotel Carnavalet – ora sede del museo di Parigi -, l’Hotel de Sully, l’Hotel de Ville – ora sede del municipio – e l’Hotel des Sens di cui vi ho parlato anche in “Parigi insolita e segreta”.

Una tappa imperdibile del Marais è indubbiamente Place des Vosges. Si tratta della prima piazza monumentale di Parigi, costruita per volere di Enrico IV nello spiazzo in cui si trovava il Palais des Tournelles – fatto distruggere da Caterina de’ Medici dopo la tragica morte di Enrico II. Si tratta di una “piazza chiusa”, circondata per la precisione da 36 edifici (nove per lato) perfettamente simmetrici. Io, oltre che dalla piazza, sono rimasta affascinata anche dai negozi di antiquariato e dalle gallerie d’arte presenti nel porticato circostante.

Altri punti d’interesse del quartiere sono: il Musée National Picasso, il Centre Pompidou – sede della galleria d’arte moderna – e l’adiacente Piazza Igor Stravinsky dalla quale ammirare la stravagante Fontaine des Automates.

Se però il tempo a disposizione è poco, come vi ho detto anche prima, più che rinchiudervi in musei, godetevi l’atmosfera del Marais perdendovi per le sue vie. Io, così facendo, sono riuscita a scovare quella chicca che è il Village Saint-Paul di cui vi ho già un po’ parlato qui. Visto che sono curiosa, se la tecnica funziona anche con voi, dovete poi raccontarmi in quale angolino nascosto siete incappati. Prometto che non lo dico a nessuno!

cosa vedere a parigi in 3 giorni: place des vosges
Cosa vedere a Parigi in 3 giorni: Place des Vosges nel Marais [ph ©Parigi.it]

#3 Montmartre

Siccome la prima volta che andai a Parigi non riuscii a visitare Montmartre, una delle tappe imprescindibili del mio secondo viaggio nella capitale francese era proprio questo caratteristico quartiere.

Conosciuto come il quartiere bohèmien della città, Montmartre ne è anche il punto più alto. Dalla seconda metà dell’800 diventò la dimora preferita di numerosi pittori – tra coloro che l’hanno frequentata basti ricordare Renoir, Picasso, eToulouse-Lautrec – che ne fecero un luogo vivace e ricco di fascino.

Impossibile non fermarsi ad ammirare l’imponente Basilica del Sacré-Coeur una volta giunti a destinazione. Anche solo per il panorama che si estende di fronte ad essa! Chi di voi è riuscito a goderselo dall’alto della cupola? Io purtroppo ho dovuto rinunciarci per via del vento e della pioggia, temo però di essermi persa una gran visuale su Parigi.

Altre tappe quasi obbligate di Montmartre sono Place du Tertre – dove è possibile farsi fare un ritratto da uno dei tanti artisti presenti -, la pittoresca Rue Lepic, la più autentica Rue St. Vincent e il romantico Mur des Je t’aime in cui sono raccolti ben 311 modi di dire “Ti Amo” in lingue e dialetti di tutto il mondo.

Come immaginerete, data la premessa, le mie aspettative erano piuttosto alte. Purtroppo il meteo mi ha giocato un brutto scherzo e non sono riuscita a godermi la butte (collina) più famosa di Parigi come avrei voluto. Tuttavia, forse anche per il cielo cupo e le poche persone in giro, Montmartre è comunque riuscita a incantarmi. Sicuramente, se tornerò a Parigi, farò di nuovo tappa qui.

Forse non sapete che (Info tratta da @Parigi.it]
La pietra utilizzata per la costruzione della Basilica del Sacro Cuore ha una caratteristica davvero particolare: a contatto con l’acqua piovana produce infatti una sostanza bianca – la calcina – che permea tutto l’edificio. Più piove dunque, più l’edificio acquista candore!

#4 Tour Eiffel

Salire sulla Tour Effeil è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, per godersi da un punto di vista totalmente differente Parigi. L’importante è armarsi di tanta pazienza.

Sì perché, a meno che non siate riusciti a prenotare online il biglietto in anticipo, inevitabilmente vi aspetteranno ore di fila. Io credo di averne fatte almeno due. L’intento era quello di godermi il tramonto da lassù ma, una volta salita, era già tutto buio!

Purtroppo, prima di partire, avevo verificato che dal sito non c’era più disponibilità per la ‘cima’ e così mi sono dovuta rassegnare a prendere il biglietto una volta arrivata a Parigi. Preparatevi anche a più controlli di sicurezza e non presentatevi con zaini o borsoni troppo grandi. [Come riportato anche sul sito ufficiale, il costo del biglietto completo per un adulto è di € 25]

tour eiffel
Cosa fare a Parigi in 3 giorni: salire sulla Tour Eiffel

Come tutti ricordiamo dalla scuola, la Tour Eiffel fu costruita in meno di due anni – su progetto di Gustave Eiffel – in occasione dell’Exposition Universelle con lo scopo di commemorare il centenario della Rivoluzione Francese. Nonostante fosse prevista la demolizione 20 anni dopo l’inaugurazione, data l’utilità della Torre come laboratorio per studi scientifici, fu dato a Eiffel il permesso di lasciarla in piedi. Ora sarebbe impossibile immaginare Parigi senza il suo profilo all’orizzonte.

Un aneddoto simpatico che forse non conoscete è questo: fotografare la Tour Eiffel (di sera) è illegale. Sì, avete letto bene. Il problema arriva infatti quando si accendono le luci che, installate nel 1985, saranno coperte da copyright fino al 2055! In realtà, la società che si occupa della parte legale non ha mai messo divieti ufficiali, ma in qualche dichiarazione ha precisato che per le foto commerciali è gradita una richiesta. Ora non potete dire che non siete stati avvisati!

 

#5 Cattedrale di Notre Dame

Lo so che non vi dico nulla di nuovo, ma non potevo certo escludere da questo elenco la Cathédrale métropolitaine  de Notre-Dame!

La cattedrale, rappresenta infatti una delle costruzioni gotiche più celebri del mondo e se è uno dei monumenti più visitati di Parigi un motivo c’è. Il massimo del suo fascino, secondo me, lo raggiunge la notte quindi, se potete, fateci un salto al calar della sera e poi ditemi se non ho ragione.

Come forse già sapete, accedere alla Cattedrale di Notre Dame non costa nulla ma è invece necessario acquistare un biglietto per la salita alle Torri [l’ingresso è invece incluso nel Paris Museum Pass di cui vi ho parlato qui]

Cattedrale di Notre Dame
Cosa vedere a Parigi in 3 giorni: Cattedrale di Notre Dame

Qualche spunto originale

Come ho provato a fare quando ho condiviso il mio itinerario ad Amsterdam, vorrei proporvi anche per Parigi qualche tappa meno convenzionale. Spero i miei suggerimenti possano esservi di ispirazione!

Ammirare le statue di Rodin

Le statue del giardino del Musée Rodin
Musée Rodin

Il Musée Rodin si trova in uno dei meravigliosi palazzi del raffinato Fauborg St-Germain, l’Hotel Biron – un bellissimo edifico in stile rococò con un meraviglioso giardino costruito agli inizi del 1700 da Jean Aubert -, in cui Auguste Rodin trascorse gli ultimi anni di vita.

Più che farvi girare per le stanze del museo, in cui è esposta una collezione unica delle opere dello scultore parigino e quelle da lui collezionate, vi invito ad esplorarne il suggestivo giardino.

Proprio nel giardino sono infatti esposte alcune delle opere più importanti dello scultore, quali “Il Pensatore”, I borghesi di Calais e “La porta dell’Inferno” [ii biglietto d’ingresso al giardino costa solo € 4].

Passeggiare per Le Jardin des Plantes

Vi avevo già accennato al mio passatempo di horticultural traveller e quindi, anche a Parigi, non mi sono fatta mancare una tappa al giardino botanico della città. Si tratta tra l’altro del principale orto botanico della Francia! Molte delle aree sono visitabili gratuitamente e se considerate che risulta incantevole persino in inverno, provate a immaginare quanto può essere bello in primavera o estate. Per maggiori informazioni date un’occhiata al sito ufficiale.

Il mio consiglio, se non si è capito, è dunque quello di ritagliarvi un po’ di tempo per farci un giro. Da qui potete poi fare un salto anche all’Institut du Monde Arabe che, anche solo dall’esterno, vale la pena di essere visto (e fotografato).

Addentrarsi per le viuzze de l’Ile Saint-Louis e gustare una galette parigina

Meno considerata della sua sorella maggiore, l’Ile de Saint-Louis è la più piccola delle due isole naturali della Senna. Trattandosi di un quartiere prevalentemente storico e residenziale è possibile godersi una passeggiata in tranquillità e approfittarne per scovare ottimi ristorantini tipici, boulangerie e negozietti originali.

Io, ad esempio, dopo aver fatto un po’ di sano virtual shopping (guardare ma non comprare), mi sono fermata a Le Sarrasin et le Froment per gustare una tipica galette di farina di grano saraceno con un ottimo formaggio francese sopra. Se vi capita fateci un salto, è davvero un posto carino e il proprietario è anche molto cortese!

Fare un tour delle librerie di Parigi

shakespeare and companyNon entrate solo nella famosissima Shakespeare and Company!

Parigi ha infatti tantissime altre librerie, una più bella dell’altra. L’ultimo giorno, visto che pioveva, mi sono divertita a ‘saltellare’ da una libreria all’altra perdendomi tra i loro scaffali e affondando nelle poltrone messe a disposizione per i lettori. Per una bibliofila come me è stato come essere in paradiso 😉

Quelle che posso suggerirvi sono: la Librairie Galignani, la Librairie Delamain e la Gibert Jeune.

Visitare il Petit Palais

Il Petit Palais fu costruito per l’Esposizione universale del 1900 e oggi ospita il Musée des Beaux-Arts della città di Parigi. L’accesso all’edificio e alla collezione permanente del museo è gratuito quindi, se vi trovate nei paraggi e avete 30/40 minuti di tempo a disposizione, io vi consiglio di farci un giro.

L’idea di visitarlo a me è venuta grazie a un articolo di Elisa – autrice del blog Artrip – che potete leggere qui. Spero, a mia volta, di avervi fatto venir un po’ voglia di andare a esplorare questo ‘piccolo palazzo’ ricco d’arte parigina.


Sotto potete trovare una mappa di Parigi in cui ho salvato un po’ tutti i posti di cui vi ho parlato oggi. Spero possa esservi d’aiuto in fase di preparazione del vostro viaggio.

Se avete poi voglia di raccontarmi la vostra avventura a Parigi, io sono qui pronta ad ascoltarvi 🙂


10 Comments

  1. francesca 20 febbraio 2018 at 10:22

    Il Marais è il mio quartiere parigino preferito; ci faccio sempre tappa alla sera, per una cenetta particolare. E comunque, quando vado a Parigi, non posso fare a meno di alzre il naso e guardare tutti quei deliziosi abbaini. Come sarebbe vivere in una dell soffette bohémienne per antonomasia? <3

    1. LaraC 20 febbraio 2018 at 20:38

      Anche io ho passato buona parte del mio tempo con il naso all’insù! Sarebbe davvero magico

  2. drinkfromlife 20 febbraio 2018 at 13:43

    Mi hai fatto tornare una gran voglia di andare di nuovo a Parigi! L’ho amata tantissimo e inaspettatamente. E non sapevo che fotografare la Torre Eiffel di sera fosse illegale! Grazie dell’informazione.

    1. LaraC 20 febbraio 2018 at 20:34

      Figurati 😉
      Quando l’ho letto mi ha fatto troppo ridere perché ovviamente tutti quelli che ci sono stati hanno almeno una foto della Tour Eiffel tutta bella illuminata di sera.

  3. Martina_ Travel and Marvel 20 febbraio 2018 at 14:32

    Ciao! Il tuo articolo cade a pennello perchè sarò a Parigi per questi due giorni di viaggio di lavoro. In realtà non avrò molto tempo libero, ma penso di non essere mai stata a Le Marais e mi hai dato un ottimo spunto! Ci sono anche ristorantini nelle vicinanze? potrei concedermi un pranzo lì che sembra tranquillo! 🙂

    1. LaraC 20 febbraio 2018 at 20:29

      Mi fa molto piacere sapere di averti dato qualche dritta che potrebbe tornarti utile!
      Nel Marais ci sono tantissimi posticini molto carina dove fermarsi a mangiare. Trattandosi di un quartiere in cui la comunità ebraica è ancora molto presente puoi trovare anche diversi locali o chioschi con cucina kosher se ti piace.

  4. Giulia 20 febbraio 2018 at 22:17

    Che voglia di tornare subito a Parigi, magari con la primavera che sta arrivando! 🙂

    1. LaraC 21 febbraio 2018 at 10:07

      Sì in primavera deve essere ancora più bella con tutti i parchi fioriti!

  5. stampingtheworld 21 febbraio 2018 at 15:53

    Sai che Parigi è stata il mio primo viaggio in solitaria all’estero? Sono passati così tanti anni, inizio quasi a dimenticarla. Penso che sia quasi terapeutico tornarci di quando in quando, addolcisce l’anima. Me l’hai fatta ricordare davvero in un bel modo, grazie 🙂

    1. LaraC 21 febbraio 2018 at 22:44

      Sono molto contenta di averti riportato alla mente dei bei ricordi 😊

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