Namibia On The Road

Viaggi

Namibia on the road

“Ma cosa vai a vedere in Namibia?!”
Questa è la domanda che mi sono sentita fare più spesso quando annunciavo la mia imminente partenza per questo affascinante e ‘inesplorato’ paese del sud Africa.

La prima parte di risposta era la più facile: (ovviamente) volevo vedere leoni, elefanti e zebre nel loro habitat naturale!

Anche così però mi sentivo ribattere che me ne potevo andare in Kenya, in Tanzania o in Sudafrica se proprio volevo andarmene a caccia dei Big 5. Figuriamoci quando tentavo poi di spiegare che in Namibia oltre gli animaletti c’è di più, o di meno se si vuol esser precisi 😉

La cosa che mi ha sempre affascinato di questo paese infatti sono le sue immense distese di “nulla” e i suoi colori. Da bambina me ne stavo incantata davanti allo schermo della TV guardandomi un documentario dopo l’altro e sognando il momento in cui avrei potuto vedere tutti quei magnifici paesaggi con i miei occhi.

E, alla veneranda età di 34 anni, così è stato!

In viaggio con Sto Gran Tour

Cos’è Sto Gran Tour vi chiederete voi. Potrei rispondere ‘un tour operator che organizza viaggi di gruppo‘ ma sarebbe davvero riduttivo. Loro infatti si definiscono una Travel Boom Factory. Ed esplosivi lo sono di certo. Provare per credere!

Sto Gran Tour - Travel Boom Factory

Quando l’anno scorso ho iniziato a pensare che quello sarebbe stato l’anno buono per il mio primo viaggio in Africa, in Namibia in particolare, avevo già un’idea di come volevo fosse quel viaggio. Non volevo farlo da sola, quello era poco ma sicuro. E di sicuro c’era un’altra cosa: non volevo fare un viaggio troppo patinato. Io volevo l’avventura, la polvere nei vestiti e il contatto con la natura.

Quando lessi parte della descrizione del viaggio in Namibia sulla pagina di Sto Gran Tour, sapevo di esser approdata nel posto giusto.

Nel pomeriggio arriveremo a destinazione e attraverseremo parte della riserva prima che chiudano i cancelli e provino ad arrestarci (come è successo l’anno scorso… beh, avevamo perso tempo perché c’erano dei leoni al tramonto, tutto il resto poco importa). Sani, salvi e felici di qualche avvistamento, faremo un mega barbecue e notte in campeggio. Chi ve lo fa vedere un leone che piscia su un albero eh? Eh? Nessuno

E infatti, scegliere i ragazzi di Sto Gran Tour, si è rivelata la scelta giusta!!

Ho passato dieci giorni in giro per la Namibia su una jeep tre volte più grande della mia Panda; ogni cm del mio corpo era pieno di polvere quasi 24 ore al giorno; quando non mangiavamo carne di springbok o zebra andavamo avanti a tramezzini e a pasta con il tonno (s)cotta con un fornelletto a gas appoggiato sulla sabbia; ho dormito in campeggi dispersi nel nulla, nelle tende montate sul tetto della già citata jeep.

Lo rifarei? SUBITO!!!!!!!!!!

È stata una delle esperienze più belle della mia vita.


Ma cosa c’è da vedere in Namibia?

Nonostante le ‘dicerie’ di cose da vedere o fare in Namibia ce ne sono eccome. Nei 10 giorni a nostra disposizione, come potete vedere anche dalla mappa qui sotto, di km ne abbiamo macinati parecchi e siamo così riusciti a fare tutte le tappe imperdibili e anche qualcosa in più.

Ma prima d’iniziare a raccontarvi nel dettaglio le tappe del mio viaggio, ecco qualche informazione e raccomandazione utile nel caso abbiate intenzione d’intraprendere un viaggio on the road in Namibia.

NOTA BENE!!
  • Prima cosa: ricordatevi che in Namibia si guida a sinistra (volante a destra per intenderci)!
  • Quando noleggerete la jeep molto probabilmente vi ruberanno qualche minuto in più per spiegarvi come procedere in caso di foratura delle gomme e credetemi forare una gomma in Namibia è molto più semplice di quanto si pensi. Quindi mi raccomando, prestate attenzione e fate tutte le domande che vi vengono in mente perché a meno che non abbiate un meccanico/carrozzaio in viaggio con voi dovrete arrangiarvi da soli.
  • Sempre in tema, se viaggiate in gruppo ed è fattibile, prendete almeno due mezzi a noleggio in modo che tra ruote bucate, o peggio, incidenti, abbiate comunque sempre un mezzo ‘sano’ a disposizione con cui eventualmente andare anche a richiedere aiuti.
  • Quando guidate, soprattutto al tramonto e non solo all’interno dei parchi naturali, prestate sempre molta attenzione perché in un attimo potrebbe attraversarvi la strada uno springbok (una piccola antilope molto diffusa in Namibia) o qualche altro animale.
  • Per finire, armatevi di pazienza e di una buona playlist musicale! Magari non lo direste, ma la Namibia è bella grande e le distanze sono dilatate anche per la condizione delle strade. Mettete quindi sempre in conto almeno 2/3 ore di guida nel bel mezzo del nulla e godetevi lo spettacolo.

Tappa imperdibile n.1: Safari nel Parco Etosha

La prima tappa del nostro viaggio, dopo l’atterraggio a Windhoek – capitale dello stato -, è stato proprio uno dei luoghi imperdibili della Namibia: l’Etosha National Park.

Avventurarsi dentro il Parco Etosha alla ricerca degli animali che lo popolano è un primo assaggio di quella che è la Namibia in generale. Deserta e selvaggia. Proprio per questo, tremendamente affascinante.

Nei due giorni e mezzo che abbiamo passato a scorrazzare su e giù per l’Etosha, abbiamo incontrato springboks, zebre, kudu e orici; ma anche gnu, giraffe, leoni, rinoceronti e un solitario elefante.

Quest’ultimo incontro per me è stato davvero emozionante in quanto amo questi animali e abbiamo avuto la fortuna di trovarci veramente veramente vicini a lui con le nostre jeep. Guardate la foto sotto se non ci credete!

Incontro ravvicinato con un elefante in Namibia
Ebbene sì, la carovana di jeep siamo noi e io sono quella che è quasi caduta giù dal finestrino per scattare questa foto.

Tappa imperdibile n.2: Sandwich Harbour e il Deserto del Namib

Dei dieci giorni circa di viaggio, due li abbiamo passati nella cittadina di Swakopmund dove, in realtà, c’è ben poco da vedere se non le casette in stile Baviera e la ciclabile lungo oceano. Si tratta però del punto da cui partono tutte le escursioni per il deserto del Namib quindi piuttosto tattica come fermata.

Una delle escursioni che vi consiglio assolutamente di fare è quella che da Walvisbaai vi porta verso Sandwich Harbour per poi addentrarvi tra le dune del deserto. Molto probabilmente la prima tappa dell’escursione sarà la Sandwich Harbour Lagoon, una baia popolata di fenicotteri rosa poco socievoli ma molto buffi. Da lì dovreste poi passare per le saline dal colore rosa intenso che no, non sono colorate di rosa, per colpa dei fenicotteri come la mia guida ha cercato di farmi credere!

La parte più bella però deve ancora arrivare!
E credetemi, quando arriverà ve ne accorgerete.

Ritrovarsi a guidare (in modalità passeggero in realtà) in un lembo strettissimo di sabbia, contornati dalle dune del deserto da un lato e le onde dell’oceano dall’altro è un’esperienza davvero incredibile!

C’è anche chi si è fatto prendere un po’ troppo la mano e ci ha lasciato la macchina in quello stretto lembo di sabbia battuta. Infatti, quel tratto di ‘strada’ è agibile solo in funzione delle maree e bisogna stare sempre molto attenti o si rischia di rimanere bloccati o peggio.

L’altra parte super emozionante dell’escursione è stata cavalcare quelle bellissime dune prima con il fuoristrada e poi a piedi. Ecco, a esser sinceri, nel secondo caso, è più uno scalare e ruzzolare giù che un cavalcare ma ci siamo capiti 😉

Il deserto del Namib però nasconde anche tanti animaletti interessanti e, se si è curiosi, è possibile prenotare un’escursione guidata alla ricerca dei rettili che lo popolano. Noi grazie ai test già fatti dai ragazzi di Sto Gran Tour, per le varie giornate di esplorazione del deserto, ci siamo affidati alla società Desert Explorers. Visitando il loro sito, scoprirete che oltre a quelle di cui vi ho parlato ci sono tante altre attività che si possono fare in zona. Alcuni dei miei compagni di avventura infatti hanno fatto anche sandboarding e un giro in quad tra le dune nonché un volo panoramico del Namib con l’elicottero.


Tappa imperdibile n.3: Le dune arancioni di Sossusvlei e Deadvlei

Se anche non lo riconoscete dal nome, sicuramente sapete di cosa sto parlando. Si tratta del luogo forse più fotografato della Namibia e non a torto.

Se vi siete già addentrati nel Namib mentre eravate nei dintorni di Sandwich Harbour, vi renderete conto di come il paesaggio della zona di Sossusvlei sia invece totalmente diverso per quanto riguarda i colori del deserto. Quest’area è infatti caratterizzata da dune di sabbia dai colori intensi tendenti all’arancione; ciò è dovuto alla composizione ferrosa della sabbia e alla sua ossidazione. Le dune più antiche infatti sono quelle riconoscibili per il loro colore rosso più intenso.

Le dune di Sossusvlei inoltre si classificano fra le più alte del mondo. Molte infatti superano i 200 m di altezza; la più alta raggiunge i 380 m e si chiama Big Daddy.

Non lasciate che la fatica vi faccia desistere dallo scalare una di queste spettacolari dune; l’euforia che proverete poi a ruzzolare giù da essa vi ripagherà di qualsiasi sforzo fatto!

Sempre in questa zona, un’altra tappa imperdibile è Deadvlei.

In passato questa depressione caratterizzata da sabbia bianca era un’oasi di acacie; in seguito, per il movimento delle dune, il fiume che alimentava l’oasi mutò il proprio corso e lasciò l’intera area sprovvista di acqua. Non per niente ora l’elemento più caratteristico di Deadvlei (tradotto letteralmente “palude morta”), sono i numerosi alberi morti di acacia disseminati per la piana. Negli anni, questi hanno assunto un colore molto scuro che crea forti contrasti con il bianco del suolo, l’arancione delle dune nonché l’azzurro intenso del cielo. Insomma, non bisogna essere appassionati di fotografia per apprezzare l’unicità e i colori di questo posto.


Qualche altra tappa interessante da fare

Ma la Namibia non è finita qui!
Ci sono molti altre tappe interessanti che si possono fare e ora ve ne elenco qualcuna tra quelle che ho fatto io.

SKELETON COAST, CAPE CROSS E LA COLONIA DI OTARIE

Difficilmente non ne avete già sentito parlare. La Skeleton Coast è quel tratto di strada che si estende per centinaia e centinaia di km nel bel mezzo del nulla in cui a farvi compagnia ci saranno solo l’oceano selvaggio da una parte e il misterioso deserto dall’altra. Brutto, vero?!

Per aggiungere un altro pizzico di fascino a questo luogo, sappiate che lungo la strada sarà possibile anche ammirare qualche relitto delle tante navi che si sono arenate o schiantate sulla costa della Namibia.
Il nome Skeleton Coast non è stato dato a caso, dopotutto.

Se arrivate da nord e siete diretti verso Swakopmund non dimenticatevi di far sosta a Cape Cross, dove si trova una grandissima riserva di otarie. Qui avrete la possibilità di vederle davvero da vicino: una passerella passa infatti proprio in mezzo a un tratto di spiaggia in cui molti esemplari si sistemano per riposare.

Due accortezze: per quanto vi sembrino carine e simpatiche, in realtà le otarie sanno essere anche molto aggressive quindi evitare di esporre le vostre dita alle loro fauci; seconda cosa, questi animaletti puzzano assai quindi, se dopo avete in programma molte altre ore di viaggio, vi consiglio di prepararvi un cambio perché i vostri indumenti non saranno più gli stessi.

MOON VALLEY

Un paesaggio lunare sconfinato e bellissimo. Per capire quanto dovete andarci, le foto non gli rendono giustizia.

INCISIONI RUPESTRI A TWYFELFONTEIN

Si tratta di un luogo dichiarato monumento nazionale nel 1952 dove si possono ammirare oltre 2000 dipinti rupestri dell’età della pietra, forse fatti dagli antenati dei San (Boscimani), presenti sulle rocce di arenaria. I dipinti raccontano soprattutto di scene di caccia e servivano anche a lasciar indicazioni su dove trovare le pozze d’acqua e gli animali nella valle.

Unica raccomandazione: evitate di andare nelle ore più calde della giornata in quanto il sito è quasi totalmente esposto al sole!

FORESTA PIETRIFICATA DI KHORIXAS

A una cinquantina di km da Twyfelfontein, si trova anche il più grande accumulo di tronchi fossili dell’Africa meridionale. Si tratta della foresta pietrificata (o Versteende woud) di Khorixas. I tronchi, perfettamente fossilizzati e per lo più completi, sono stati dichiarati monumento nazionale.

FOTO DI RITO AL TROPICO DEL CAPRICORNO

Beh non vorrete mica andarvene senza una foto in cui siete attaccati a penzoloni al cartello che segna la linea immaginaria in cui passa il Tropico del Capricorno, vero?!

Tropico del capricorno

Qualche tappa che mi piacerebbe fare quando tornerò in Namibia

Come era prevedibile, proprio per il discorso lunghe distanze di cui vi avevo accennato prima, 10 giorni sono tanti ma non sufficienti per vedere tutto quello che ha da offrire la Namibia. Quando tornerò – perché ci tornerò assolutamente -, ho già in mente diversi posti da esplorare e in cui fare tappa. Eccone qui qualcuno.

I PINGUINI DI HALIFAX ISLAND

Da Luderitz, una città portuale del sud-ovest della Namibia, è possibile salpare alla volta di Halifax Island per ammirarne la grande colonia di pinguini africani.

Ammettiamolo, a chi non piacciono i pinguini!? Se poi durante il tragitto in barca, si riesce a scorgere anche qualche otaria o qualche delfino, tutto di guadagnato. 🙂

OKONJIMA NATURE RESERVE E IL CENTRO RIABILITAZIONE GHEPARDI

Se i pinguini sono simpatici e coccolosi, lo stesso non si può certo dire dei ghepardi; questi però in quanto a fascino ed eleganza battono i primi a mani basse. Per quanto mi riguarda, gli ho sempre reputati tra i più bei felini esistenti. Purtroppo, in questo mio primo viaggio in Namibia non sono riuscita a incontrarne uno ma ho tutta l’intenzione di rifarmi al prossimo giro.

Okonjima è una riserva naturale privata che si trova a metà strada tra l’Etosha National Park e Windhoek. Quasi 20,000 ettari della riserva sono dedicati alla riabilitazione dei grandi carnivori, in particolare grandi felini. Nei restanti 2,000 ettari c’è anche la sede di AfriCat Foundation, una fondazione che si occupa della salvaguardia di questi animali.

Tra le varie attività organizzate dalla AfriCat Foundation c’è anche la possibilità di fare un safari a piedi alla ricerca dei ghepardi. Non c’è bisogno di dirvi quanto mi piaccia l’idea vero?!

FISH RIVER CANYON

Il Fish River Canyon si estende per circa 160 km ed è secondo per dimensioni solo al Grand Canyon. Da amante del trekking e dell’escursionismo non posso negare che l’idea di percorrerne almeno un tratto zaino in spalla m’ispirerebbe parecchio ma per ottenere i permessi pare bisogna attendere anche un anno dato che il sentiero è aperto solo da metà aprile a metà settembre.

Il Fish River Canyon Park è comunque accessibile in fuoristrada e dopo averne varcato i cancelli d’ingresso si possono raggiungere diversi punti panoramici da cui godersi il paesaggio.

LA CITTÀ FANTASMA DI KOLMANSKOP

Una città fantasma nel bel mezzo del deserto, c’è bisogno di aggiungere altro?!

Trovandosi all’interno della Diamanten Sperrgebiet – ovvero la zona proibita dei diamanti – per visitarla bisogna unirsi a un tour guidato e acquistare un permesso per scattare foto della zona. Maggiori informazioni su questo sito.

LA FORESTA DI KOKERBOOM

Conosciuta come Kokerboom Woud in lingua afrikaans, questa foresta si trova a sud della Namibia, quasi al confine con il Sudafrica. Essa comprende circa 250 esemplari di Aloe Dichotoma, una pianta succulenta chiamata comunemente “albero faretra” in quanto i boscimani ne usavano i rami per costruirsi le faretre con cui andare a caccia. La foresta di Kokerboom è stata dichiarata monumento nazionale della Namibia nel 1995 dato che le piante più alte della foresta possono raggiungere la veneranda età di 200-300 anni.

Pensate quanto deve esser bello addormentarsi e risvegliarsi tra questi giganti!


Cosa mi è piaciuto di più di questa Namibia?

Difficile dirlo. Il safari nell’Etosha e l’esplorazione del deserto del Namib sono state forse le esperienze più sensazionali di questi dieci giorni ma faccio molta fatica a dire cosa mi è piaciuto di più in assoluto.

Ho però ben presente certi momenti di questo viaggio che so non mi scorderò mai.

Quali sono? Beh, vi lascio con questo cliffhanger perché quei racconti meritano una lettura a parte 😉

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